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Brexit, cosa prevede l’intesa preliminare tra UE e Regno Unito

Brexit, l’intesa preliminare è stata raggiunta da Unione Europea e Regno Unito lo scorso 17 ottobre 2019. L’accordo provvisorio per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE dovrà ora ottenere l’approvazione del Parlamento britannico.

Diverse le novità del nuovo deal che va a sostituirsi a quello negoziato dal precedente governo britannico capitanato da Theresa May.

La questione Irlanda del Nord

È stato stabilito che l’Irlanda del Nord potrà rimanere nel territorio doganale del Regno Unite ma alle merci che arriveranno nel Paese si applicheranno, comunque, le norme dell’Unione Europea. I controlli doganali verranno effettuati solo nella zona di confine che segnala l’ingresso in Irlanda del Nord.

Non verranno applicate tariffe UE alle merci che transiteranno dalla Gran Bretagna con destinazione Irlanda del Nord . Non sono previste tariffe dell’Unione Europea nemmeno per i beni personali trasportati dai viaggiatori attraverso la frontiera irlandese, né per quei beni destinati esclusivamente al consumo immediato e, dunque, non sottoposti ad ulteriore trasformazione.

Fino a quando le merci non attraverseranno sia l’Irlanda che il mercato unico dell’Unione Europea, le uniche tariffe doganali applicabili saranno quelle del Regno Unito. Dopo la Brexit, l’intesa preliminare, prevede che sarà compito dell’Irlanda del Nord fornire il consenso per allinearsi, ogni quattro anni, al regime normativo dell’UE.

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Altri punti del negoziato

La seconda fase dei negoziati tra Unione Europea e Regno Unito avrà l’obiettivo di raggiungere un accordo di libero scambio di ampia portata. È interesse di entrambe le parti favorire una libera circolazione di merci e capitali.

Un punto importante del negoziato concerne il rispetto di standard elevati sul fronte ambientale e climatico ma anche su quello dei diritti dei lavoratori.

Secondo quanto affermato a Bruxelles da Michel Barnier, il principale negoziatore dell’intesa preliminare per la realizzazione della Brexit, la Gran Bretagna sarebbe ora disposta ad onorare i propri impegni finanziari con l’Unione Europea, stimati in circa 39 miliardi di sterline. Sempre Barnier sostiene che sia possibile giungere ad una ratifica dell’accordo già entro la fine di Ottobre 2019.

Cosa farà il Parlamento britannico

Per l’attuale primo ministro britannico Boris Johnson la partita è ancora tutta da giocare al Parlamento. Coloro che da sempre si sono dichiarati a favore dell’uscita della Brexit, in particolare i sostenitori del Partito Conservatore, sembrerebbero accettare di buon grado anche questo accordo.

Al contrario, il leader del Partito Laburista dell’opposizione Jeremy Corbyn ha condannato senza mezzi termini l’accordo.

Resta, dunque, da vedere cosa accadrà nei prossimi giorni per una vicenda che potrebbe essere prossima alla conclusione e che, se come sembra, dovesse portare all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue con un accordo, potrebbe favorire l’adozione di manovre fiscali e potenzialmente in grado di trainare l’economia del Paese anglosassone.

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2020-05-26T14:21:47+02:00