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Investimenti immobiliari e Coronavirus: la resilienza dello Student Housing

Il mercato delle “Purpose Built Student Accomodations”, PBSA o residenze per studenti, è un mercato in forte espansione sia in Europa che negli Stati Uniti al punto tale che l’offerta per soddisfare questo target appare ancora insufficiente e non è in grado di soddisfare la domanda in costante crescita.

Oggi ci troviamo in una nuova era della mobilità globale. Con l’aumentare del numero di persone che entrano a far parte della classe media ed hanno quindi accesso a redditi superiori, aumentano le possibilità di mobilità. Non solo chi può viaggiare all’estero ma, soprattutto, chi ha le disponibilità per lasciare il paese di origine per accedere a programmi d’istruzione di qualità più elevata.

Il fenomeno della crescita del numero degli studenti cinesi nel Regno Unito, che oggi rappresentano circa l’1.5% della popolazione londinese, è di particolare rilevanza ed è stato oggetto di approfondimento qualche mese fa: “Nel Regno Unito cresce la domanda di immobili in affitto da parte di cittadini asiatici”. Il fenomeno non è limitato a Londra ed è particolarmente diffuso in tutte le principali città universitarie, in particolare in Regno Unito.

Da uno studio dell’istituto di statistica dell’Unesco è emerso che il numero di studenti che proseguono gli studi dopo la scuola dell’obbligo è cresciuto ad una media annua del 5.8% negli scorsi 5 anni. Fanno riflettere anche i dati elaborati da Bonard, società specializzata in ricerche di mercato che, nel report annuale dedicato al mercato delle PBSA, ha rilevato come la domanda di residenze studentesche nel 2019 sia cresciuta rapidamente anche in fasi di recessione economica, rendendola quindi un asset class “anticiclica”. Questo lo si deve sicuramente anche alle politiche di diverse nazioni, quali Cina, Giappone, Canada, Germania, che hanno saputo riconoscere l’importanza per il settore economico della mobilità studentesca e stanno quindi investendo molte risorse nell’internazionalizzazione dell’istruzione.

Perché investire nello student housing conviene

La crescita della domanda di PBSA impone una notevole pressione sul mercato immobiliare. Università e governi si trovano quindi a dover fare i conti con la mancanza di posti letto e dover collaborare per adottare politiche che soddisfino tale domanda, in continuo aumento. Sono proprio i tassi di rendimento più elevati rispetto al mercato immobiliare residenziale tradizionale e commerciale, uniti ad una domanda che non cala nemmeno nei momenti di impasse economica, che hanno portato l’attenzione di una buona fetta di investitori verso lo student housing. Le transazioni effettuate in questo settore nel 2019 hanno generato un valore superiore ai nove miliardi di euro in Australia, nel Regno Unito e nell’Europa Continentale.

Cosa cercano gli studenti internazionali?

Nel corso dell’ultimo decennio, le esigenze degli studenti sono cambiate. Non ci si accontenta più di una semplice sistemazione provvisoria ma le considerazioni vanno oltre, verso soluzioni in grado di conciliare e soddisfare a pieno le esigenze che la vita studentesca richiede e che diano la dovuta importanza ai servizi collegati all’immobile, valorizzandone il fattore “esperienza” che già ha rivoluzionato il settore degli uffici, del retail e del residenziale. Si pensi al modello Wework o al successo del co-living, le cui opportunità si erano già illustrate in passato in un approfondimento dedicato all’impatto del co-living in Europa.

Diventa quindi fondamentale, rispetto ad una tradizionale soluzione locativa, che la residenza includa nell’offerta extra benefits quali ampi spazi comuni, palestre, lavanderia, sale giochi, locali attrezzati per lo studio ed un servizio “chiavi in mano”. Da considerare anche le specificità territoriali, le PBSA assumono infatti conformazioni diverse a seconda delle aree in cui si sviluppano. Per esempio, negli Stati Uniti gran parte degli alloggi si trovano all’interno dei campus universitari e sono, dunque, direttamente collegati agli istituti. Diversa, invece, è la situazione in Europa continentale, dove la maggior parte degli alloggi si trova al di fuori dei campus. In Australia si punta molto sul design e sulla qualità delle strutture, si pensi che molte residenze per studenti si trovano in edifici di grandi dimensioni o addirittura grattacieli.

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Quali Paesi dominano il mercato

Gli Stati Uniti hanno fatto da apripista a questo mercato che, pian piano, si è diffuso in maniera massiccia anche nel Regno Unito, nell’intera Europa continentale ed in Australia. Lo dimostrano le iniziative imprenditoriali e le joint venture messe in atto dagli investitori. Ad oggi, il settore dell’edilizia abitativa per studenti vede la partecipazione di circa 700 aziende, tra cui fondi pensione ed investitori provenienti dal mondo istituzionale. Lo scorso anno, ad esempio, Allianz Real Estate e AXA IM-Real Assets hanno contribuito al consolidamento del mercato australiano dello student housing attraverso l’APF (Australian PBSA Fund), il fondo australiano per alloggi studenteschi di Scape che ha acquisito Atira ed Urbanest, due dei più grandi portafogli immobiliari del paese. Iniziative del genere sono state intraprese anche nel Regno Unito dove uno dei principali portafogli, Liberty Living, è stato acquisito per 1.6 miliardi di euro da Unite Group.

Il futuro dello student housing: cosa cambia con il Coronavirus

Sulle prospettive europee presenti e future del mercato, il Regno Unito è senza dubbio il mercato più forte. Per colmare il gap, le altre nazioni europee, dovranno attrezzarsi con circa un milione di posti letto. Per chi investe, si tratta quindi di una grande opportunità che può essere sfruttata realizzando nuovi concept abitativi, in linea con le esigenze sia degli studenti che, in generale, dei giovani professionisti. Nel 2019, le prospettive per questo mercato erano particolarmente rosee, con previsioni di crescita sia in termini di volume delle transazioni che dei portafogli. Chiaramente, tali previsioni non avrebbero in alcun modo potuto ipotizzare l’impatto del Coronavirus che, limitando la mobilità delle persone, potrebbe rallentare la domanda. I dati, però, come illustrato, dimostrano che questo mercato è cresciuto anche in momenti di crisi economica. Le esigenze di studio, del resto, sono considerate una priorità per un numero sempre maggiore di famiglie, con gli investitori pronti a fiutare nuovi affari non appena l’emergenza sanitaria mondiale si allenterà.

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2020-06-15T09:36:52+02:00
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