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La vera minaccia del Meccanismo Europeo di Stabilità: il sistema Target 2

Le ultime settimane sono state caratterizzate sul piano politico da un acceso dibattito attorno alla riforma del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Il problema del MES s’intreccia con quello non meno spinoso del Target 2, il sistema dei pagamenti della BCE il cui compito consiste nel garantire che la liquidità fluisca senza problemi da uno stato all’altro.

A partire dal 2008 alcuni Paesi hanno accumulato un saldo a debito mentre altri vantano un saldo a credito, contribuendo ad incrementare gli squilibri che caratterizzano l’Eurozona. Il sistema Target 2 rappresenta a nostro parere una minaccia concreta alla stabilità della moneta unica e le conseguenze di un “pareggio dei conti” sarebbero catastrofiche, in particolare per il patrimonio privato.

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Non essendovi più le monete nazionali nei 19 stati membri dell’Eurozona, il tasso di cambio unico dell’Euro non è più in grado di fungere da cassa di compensazione tra le bilance dei pagamenti delle diverse economie, per cui nei casi in cui gli scambi di beni o titoli finanziari per uno stato partner originassero un deficit tra exports e imports il paese interessato  si troverebbe un peso “fisico” di insostenibile deficit di liquidità monetaria, continuo e insostenibile.

Questi debiti sono solo teorici, in quanto non posseggono alcuna scadenza e né prevedono il pagamento di un tasso d’interesse. Tuttavia, interpellato sulla questione, l’allora governatore della BCE, Mario Draghi, a due eurodeputati italiani rispose che nel caso di uscita dall’Euro, la banca centrale dello stato debitore dovrebbe saldare all’istante la propria posizione. L’affermazione ha gettato benzina sul fuoco del dibattito attorno al rischio “Italexit”, perché l’Italia è arrivata in questi ultimi tempi a mostrare un saldo a debito con il Target 2 prossimo ai 500 miliardi di Euro, quando prima della crisi del 2008-’09 era in attivo di una cinquantina di miliardi. Per contro, la Germania possiede crediti per oltre 900 miliardi, tanto che alcuni economisti tedeschi vicini alla cancelliera Angela Merkel sono arrivati a mettere a punto un piano B: l’uscita della Germania dall’Euro per fare cassa dei crediti, nei fatti pari a circa la metà del debito pubblico domestico.

E’ evidente che nessuno sarebbe mai capace di ripagare una montagna di debiti così elevata, quand’anche fossero dovuti. Per molti, ciò sarebbe un deterrente contro colpi di testa di quanti propinino il ritorno alle monete nazionali, per altri la spia di un sistema finanziario nell’area che così com’è non si regge in piedi.

Certo è che la minaccia è concreta e nell’eventualità i nodi dovessero arrivare al pettine le conseguenze sarebbero catastrofiche, in particolare per il patrimonio privato. Compila il form per ricevere il report completo su Meccanismo Europeo di Stabilità e sistema Target 2, al fine di comprendere i rischi, le opportunità e come mettere in sicurezza il Tuo patrimonio.

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2020-03-21T16:25:38+01:00